mostre

Doppio gioco
24.1 > 29.3.2014

“Doppio gioco”, un aggettivo e un sostantivo. Analizzati separatamente hanno significati precisi, insieme l’analisi diventa meno certa, quasi ambigua. Allude, in prima istanza, a un possibile, intenzionale inganno oppure, in un’accezione più allargata, a un gioco che si pratica in due.
Entrambe le soluzioni si applicano perfettamente a quanto hanno fatto Giovanni Gastel e Toni Thorimbert nel realizzare la proposta visiva di questa mostra. Hanno giocato in due, da lontano, riflettendo sui reciproci archivi e sulle esperienze fotografiche praticate e coltivate nel tempo.
Segretamente hanno davvero realizzato un doppio gioco quando hanno usato i territori della moda per esercizi creativi che avevano la loro matrice in altri ambiti. Esplicitamente hanno preso a prestito, mescolato, linguaggi e grammatiche, hanno declinato in modo improprio e inappropriato la sintassi dei generi. Hanno usato rimandi, contaminazioni, ironia, ammiccamenti.
Si sono tenuti spesso ai margini del consentito, contaminando il possibile con l’impossibile, il buono con il cattivo gusto, il classicismo con i barocchismi. In un esercizio che prevede che i margini non siano limiti estremi bensì punti di partenza, inizio di un nuovo processo creativo, hanno voluto e saputo trasformare il lavoro in gioco. In un doppio, condiviso gioco.

Giovanna Calvenzi

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Vogue España (Lynne) 1990
Giovanni Gastel
Vogue España (Lynne) 1990
cm 50 X 60, Pigmented fine art giclée
Edizione 1 di 3
Untitled (Gina) 1992
Giovanni Gastel
Untitled (Gina) 1992
cm 60 X 80, Pigmented fine art giclée
Edizione 2 di 5
Toni Thorimbert (ritratto da Giovanni Gastel, 1987)
Giovanni Gastel
Toni Thorimbert (ritratto da Giovanni Gastel, 1987)
Portogallo 1994
Toni Thorimbert
Portogallo 1994
Lanzarote 2009
Toni Thorimbert
Lanzarote 2009
Giovanni Gastel (ritratto da Toni Thorimbert, 1985)
Toni Thorimbert
Giovanni Gastel (ritratto da Toni Thorimbert, 1985)