La galleria

La Galleria del Cembalo, spazio espositivo aperto per iniziativa di Paola Stacchini Cavazza a Palazzo Borghese, nel cuore antico di Roma, tra piazza di Spagna e il Tevere, vuole restituire agli appassionati e ai collezionisti d’arte alcune delle sale al pianterreno che Marcantonio IV Borghese fece decorare alla fine del Settecento per ospitarvi la propria collezione.
L’attività espositiva, diretta in collaborazione con Mario Peliti, avrà come elemento centrale la fotografia e il suo dialogo con le altre forme di espressione artistica. La produzione delle mostre e la commercializzazione delle opere è a cura di Peliti’s.
Descrizione e cenni storici

Nell’ala di Palazzo Borghese che si allunga verso il Tevere e che dà all’edificio l’originale forma di cembalo, al piano terreno si trova una galleria formata da cinque sale comunicanti, dalle volte affrescate, con affaccio sul ninfeo. Dall’ingresso del palazzo su Largo della Fontanella di Borghese, la vista delle magnifiche fontane del Rainaldi sullo sfondo e la prospettiva delle siepi invitano a scoprire la quiete del giardino e conducono all’ingresso della galleria.
Attraverso una scalinata si accede alle ampie sale, che con i soffitti molto alti e le ricche cornici dorate a inquadrare le parti dipinte, rimandano all’epoca del Grand Tour, nella quale gli stessi ambienti ospitarono visitatori provenienti da tutta Europa.

Galleria del Cembalo - Fotografia di Massimo Siragusa

In quel tempo (intorno al 1770) il capofamiglia Marcantonio IV Borghese, molto ambizioso e facoltoso, volle riportare in auge la fama e l’importanza dei Borghese, come ai tempi del Papa Paolo V e del cardinale nipote Scipione. In meno di cento anni, i Borghese erano diventati una delle famiglie più importanti dell’aristocrazia romana e i saloni del piano terra che affacciano sul giardino costituivano meta obbligatoria per i viaggiatori, che venivano accolti nella galleria per ammirare la celebre collezione di opere d’arte, sculture e dipinti che allora vi era conservata. La decorazione degli ambienti avvenne negli anni tra il 1767 e il 1775, e rappresentò all’epoca uno dei cicli decorativi più noti nel tardo Settecento a Roma, vedendo impegnati gli artisti più apprezzati che al tempo operavano in città.

Galleria del Cembalo - Fotografia di Massimo Siragusa

Nella prima sala, sulla volta è il quadro riportato dell’Aurora di Francesco Caccianiga, tema comune ai palazzi patrizi, raffigurante la dea che sparge fiori nelle prime luci del giorno; si passa poi nell’anticamera della principessa, con decorazioni di gusto neoclassico a opera di Laurent Pécheux, che vedono al centro Le nozze tra Cupido e Psiche (1774) e nei riquadri laterali scene augurali per le nozze con Giove, Mercurio e i quattro elementi. Sul lato verso piazza Borghese si apre la sala che fu l’anticamera del principe Marcantonio IV, caratterizzata dal dipinto di Ermenegildo Costantini e Pietro Rotati che raffigura Ebe rapita dal Tempo (1769-70). Da qui si accede alla Sala delle Udienze, la più ampia e rappresentativa della galleria, dove lo sguardo va alla magnifica decorazione della volta, con Il Trionfo dei Borghese e delle Arti (1773-74), dipinto da Ermenegildo Costantini e menzionato da un critico come “ultimo tuono del barocco romano”. L’effigie della famiglia viene portata in cielo e incoronata in un trionfo di putti, tra le Arti – la scultura, l’architettura, la pittura e la musica – e le Scienze, raffigurate ai lati con magnificenza di colori e decorazioni in oro.
L’ultima sala verso nord ospita al centro la Riconciliazione di Venere e Minerva di Pietro Angeletti (1773- 1775), circondato da riquadri monocromi raffiguranti episodi della guerra di Troia.