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Stella Rossa
4.12 > 13.2.2016

Rozalija Rabinovič (Kiev, 1895 – Mosca, 1988) è una delle più originali e meno conosciute interpreti della propaganda sovietica. Una selezione di una quarantina di disegni, realizzati dal 1930 al 1938, giunge a Roma e racconta, sotto la luce fiammeggiante della stella rossa, miti, simboli e protagonisti dell’era staliniana, nel passaggio dall’epoca più rivoluzionaria delle avanguardie al pieno sviluppo del realismo sovietico. Nei colori primari del rosso e del nero, e in una profusione “sacra” di oro, la Rabinovič dipinge un mondo in costruzione e Stroim! (costruiamo) è la parola d’ordine che riecheggia tra ciminiere, treni in corsa, scavatrici, dirigibili, aerei in volo tra le guglie del Cremlino.
Nel progetto di creazione di un mondo dal “radioso avvenire” tutti sono coinvolti: i padri della patria, le giovani leve, e gli eroi, dagli operai alle kolchoziane, dagli aviatori alle nuove donne sovietiche. In una scenografia grandiosa, in un’esaltazione eroica della geometria, le ciminiere salgono al cielo, Lenin indica la via, gli aerei e i dirigibili volano da un capo all’altro dell’Unione Sovietica, Stalin annuncia i piani quinquennali, i pionieri suonano i tamburi, i paracadutisti si lanciano coraggiosi, i trattori e le scavatrici conquistano nuove terre, e le locomotive, simbolo della civiltà delle macchine, uniscono in sole sette ore Mosca e Leningrado.

A cantare quest’epopea di muscoli e ingranaggi è una donna minuta, timida, sorella di Isaac Rabinovič, uno dei più importanti scenografi del Bolshoi. Insieme studiano a Kiev negli atelier di Alexander Murashko e di Alexandra Exter. Insieme arrivano a Mosca sull’onda della Rivoluzione. E a Mosca Rosalia si iscrive alla classe di pittura di Robert Falk nella prestigiosa scuola del VChUTEMAS. Sotto l’ala del fratello, che la protegge ma le fa ombra, la Rabinovič realizza una serie di disegni per tessuti, pannelli di propaganda, pubblicità per i magazzini GUM, e ancora bozzetti per diplomi e onorificenze di partito. Nel 1933 entra come insegnante nella “Casa centrale dell’educazione artistica per i bambini”. Nel 1937 le opere dei suoi allievi sono esposte all’Expo di Parigi e nel 1939 alla World’s Fair di New York. Dopo la guerra, nel 1948, partecipa alla costruzione del Palazzo dei Soviet. Dagli anni ’50 insegna nell’atelier di pittura per bambini presso la “Casa dell’Architettura di Mosca”. Dopo la morte di Stalin, si dedica a temi più sentimentali e intimisti. Scompare il rosso ed emerge una tavolozza di colori tenui e delicati.

Alla fine dello Stalinismo, il materiale di propaganda viene nascosto dall’artista nella sua abitazione, presso la komunalka al n.17 di Ulitsa Staraya, a Mosca, dove la Rabinovič ha vissuto dal 1929 al giorno della sua scomparsa, il 4 febbraio 1988, a 92 anni. Soltanto dopo la sua morte, i disegni degli anni ’30, affidati a un nipote, sono tornati fortunosamente alla luce.

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Il palazzo dei Soviet
Rozalija Rabinovič
Il palazzo dei Soviet
tecnica mista, 27x39 cm
1932
La pioniera è sempre pronta
Rozalija Rabinovič
La pioniera è sempre pronta
tecnica mista, 28x31 cm
1931